Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
Home / Visite / Visite in 20′ a piedi

Visite in 20′ a piedi

Luoghi raggiungibili in 20-25 minuti a piedi dalla “Suite” (distanza massima km 1,7)
Le strade: corso Calatafimi – via Michele Titone – via di Villa Di Napoli

 

VILLA DI NAPOLI
• Indirizzo (Address): via Michele Titone (corso Calatafimi) tel. 328.3605846
• La Villa Di Napoli (o Villa Napoli) è una villa seicentesca di Palermo, di origini normanne, situata nell’attuale quartiere di Cuba-Calatafimi, ed inserita nell’area del “Genoardo”, parco reale extraurbano su cui sorgevano vari Sollazzi Regi, oggi più importante zona commerciale di corso Calatafimi. Il complesso dispone di due accessi: il primo sul frontespizio della villa si trova in via Michele Titone, mentre il secondo, sul cortile retrostante, è sito in via Francesco Speciale. All’interno del parco reale del “Genoardo”, i Normanni avevano fatto costruire anche la Cuba soprana e la Cubula, detta Piccola Cuba, per distinguerla dalla Cuba. Il palazzo normanno subì nei secoli trasformazioni ed ampliamenti ad opera di vari proprietari, alcuni dei quali possono essere identificati: i Ventimiglia, i Galletti, i Rao e Torres, i Di Napoli. Noto anche come torre Alfaina, ebbe rifacimenti rinascimentali e fu trasformato infine nel Seicento in una villa a pianta rettangolare, alla quale venne aggiunta la scalinata a doppia rampa in facciata per l’accesso al piano nobile. Divenne di proprietà del giurista Carlo Di Napoli, dal quale riprende il nome attuale, nel 1730 e ancora nel Settecento le volte del salone nobile e una annessa piccola chiesa dedicata a santa Rosalia vennero affrescati da Vito D’Anna. Decadde in seguito per abbandono, subendo anche numerosi furti. Nel 1991 fu ceduta dalla famiglia Napoli alla Regione Siciliana e fu sottoposta a interventi di consolidamento delle strutture e di restauro. Attualmente se ne attende la riapertura da parte delle autorità competenti.

 

PICCOLA CUBA O CUBA SOPRANA
• Indirizzo (Address): via Villa Di Napoli (corso Calatafimi) tel. 328.3605846
• Visite (Visits): temporaneamente chiuso per restauri, visibile dall’esterno.
• La Cubula (detta anche Piccola Cuba) è un piccolo edificio arabo-normanno di Palermo. Si trova dove un tempo scorrevano le acque che alimentavano il lago Alberira ed è situato all’interno dell’immenso giardino del Parco del Genoardo voluto dal re Guglielmo II di Sicilia, detto “il Buono”. È di pianta quadrata con archi a sesto acuto su ogni lato decorati con fasce bugnate e sormontato da una cupola emisferica in stile arabo-normanno nel tipico colore rosso. Il padiglione, fu realizzato nel 1184 da architetti fatimidi. All’interno del parco reale normanno era possibile ammirare numerosi chioschetti, come la Cuba soprana poi inglobata nel Settecento in Villa Napoli, dimore nobiliari, fontane, laghetti, alberi di ogni specie (soprattutto di agrumi e magnolie), nonché la Cuba. Ecco perché il re aveva scelto per esso il nome di Genoardo che deriva dall’arabo “Gennai al ard”, ovvero: “Paradiso della Terra”. Per la sua particolare ubicazione, così immersa nel verde, la Cubula veniva spesso usata come luogo di riposo dal sovrano e dai suoi ospiti. Il particolare edificio in pietra tagliata a conci regolari, con i suoi ogivali a tre ghiere leggermente incassate, di cui quella centrale con un caratteristico motivo a rilievo, ricorda nell’aspetto altre chiese del capoluogo siciliano, come ad esempio la Basilica La Magione e la chiesa di Santo Spirito. Lo stesso motivo lo si ritrova nel frontone della Cattedrale e nel campanile della chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio. Il monumento rientra tra quelli in attesa di essere inseriti nell’Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale come Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, approvato nel 2015.

 

FONTANA DEI DUE DRAGHI
• Indirizzo (Address): corso Calatafimi (di fronte l’Albergo delle Povere).
• La fontana dei due Draghi è una fontana storica di Palermo, costruita nel 1630 dallo scultore Nunzio La Mattina (attivo nella prima metà del XVII secolo), su progetto dell’architetto del Senato cittadino Mariano Smiriglio, lungo la via per Monreale, lo stradone a partire dalla Rocca palermitana vanta inoltre le stupende fontane del Pescatore, del Drago, del Mascherone e dell’Arpia. La fontana è composta da una vasca marmorea di forma vagamente circolare, sono presenti sul bordo della vasca due draghi, sempre marmorei, posti in posizione opposta uno dall’altro. Le due figure mitologiche versano l’acqua nella fontana attraverso la bocca. L’intera opera è situata presso uno slargo stradale protetto da una cancellata in ferro dello stesso periodo. È localizzata all’esterno delle mura storiche, nella strada un tempo nota come Mezzomonreale, oggi corso Calatafimi, perché era di passaggio tra Palermo e Monreale.

 

NECROPOLI PUNICA
• Indirizzo (Address): caserma Tukory – corso Calatafimi, 100 tel. 091.590299
• Visite (Visits): vedi “Castello della Cuba”.
L’area adibita a necropoli era estesa da piazza Indipendenza alle vie Cuba e Pindemonte e delimitata dalla via Cappuccini e da corso Pisani. Nel corso degli scavi iniziati nel XVIII secolo in seguito alla costruzione dell’Albergo delle Povere e del convento di San Francesco di Sales, odierno Istituto Maria Adelaide, sono state rinvenute tombe a camera ipogeica, scavate nel banco calcarenitico e databili tra il IV ed il III secolo a.C.; la necropoli è stata utilizzata fino alla colonizzazione romana. Le tombe presentano in genere una camera rettangolare, preceduta da un “dromos” d’accesso con gradini, ed erano chiuse da un blocco o da lastroni di roccia; nelle tombe sono stati rinvenuti sarcofagi e corredi funerari costituiti da vasellame in terracotta. Gran parte delle tombe non sono visitabili perchè ubicate in terreni privati o ancora oggetto di scavi; la porzione di necropoli situata nell’ex area della caserma Tukory è aperta al pubblico con un allestimento turistico-culturale. Vi si trovano fosse per l’inumazione, sarcofagi e sono visibili sistemi di incinerazione in piena terra. («Palermo la città ritrovata – itinerari fuori le mura – dalla Conca d’Oro ai Colli a Mondello» di Adriana Chirco – Dario Flaccovio Editore)

 

CASTELLO DELLA CUBA O CUBA SOTTANA
• Indirizzo (Address): caserma Tukory – corso Calatafimi, 100 tel. 091.590299
• Visite (Visits): all’interno della Caserma Tukory (in-side the barracks of Caserma Tukory); feriali h 9.00-18.30; festivi h 9.00-13.00 accessibile disabili.
• Ingresso (Tickets): comprende la visita alla Necropoli punica) intero euro 2,00; ridotto euro 1,00 (>18 e 65 anni, scolaresche (dietro esibizione di elenco), studenti universitari e docenti di facoltà attinenti i beni culturali.
• La Cuba o Castello della Cuba, è un padiglione di delizie, in origine all’interno di uno dei Sollazzi Regi dei re normanni di Sicilia. Si chiama anche “Cuba sottana” per distinguerla dalla “Cuba soprana”, oggi inglobata nella settecentesca villa Di Napoli e dalla Piccola Cuba, situate nell’antico parco reale del Genoardo. La Cuba (dall’arabo “Qubba”, “cupola”) fu costruita nel 1180 per il re Guglielmo II, al centro di un ampio parco che si chiamava “Jannat al-ard” (“il Giardino – o Paradiso – in terra”), il Genoardo. Nei secoli successivi, la Cuba fu destinata agli usi più vari. Era circondata da un bacino artificiale profondo quasi due metri e mezzo che fu prosciugato e sulle rive furono costruiti dei padiglioni, usati come lazzaretto dalla peste del 1576 al 1621. Poi fu alloggio per una compagnia di mercenari borgognoni ed infine proprietà dello Stato nel 1921. Negli anni ’80 comincia il restauro che riporta alla luce le strutture del XII secolo. La Cuba è in attesa di essere inserita tra i monumenti dell’Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale come Patrimonio dell’Umanità Unesco, approvato nel 2015.
Built in 1180, it was in the middle of a park and was used by King William II as a pleasure pavilion.

 

ALBERGO DELLE POVERE
• Indirizzo (Address): corso Calatafimi, 217 tel. 091.422314
• Visite (Visits): parziale apertura area mostre (open only the exhibitions area).
• Fu fondato con il nome di “Reale Albergo dei Poveri” nel 1733, durante il vicereame austriaco, con lo scopo di accogliere poveri inabili, storpi, giovani vagabonde ed orfane. Uno dei fondatori fu Ferdinando Francesco Gravina, principe di Palagonia. Il progetto fu ripreso durante il regno di Carlo di Borbone. Inizialmente affidato all’architetto Orazio Furetto, il cantiere fu poi seguito fino al termine dei lavori dagli architetti Giuseppe Venanzio Marvuglia e Nicolò Puglia. I lavori di costruzione presero avvio nel 1746 (la prima pietra fu posta il 24 aprile, e durante la costruzione furono rinvenuti dei sepolcri fenici e cartaginesi), ma i lavori durarono assai più del previsto, tanto che la struttura fu inaugurata solo l’8 agosto del 1772, ai tempi di Ferdinando III, pur parzialmente incompleta. Nel primo cortile prospetta una chiesa a pianta rettangolare, dedicata a Santa Maria della Purificazione, anch’essa della fine del XVII secolo. Nel 1898 fu adibito a donne soltanto e il suo nome fu cambiato in “Albergo delle Povere”. Oggi appartiene parzialmente alla Regione Siciliana e parzialmente all’Istituto Principe di Palagonia e Conte Ventimiglia che sta attuando una politica di apertura al pubblico del monumento; inoltre è sede di mostre temporanee e convegni.
This is an impressive building of the 18th century which houses temporary displays and exhibitions.

Top

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi